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Condanna pubblica
Negli ultimi anni la caccia alle foche ha subito una condanna pressoché unanime dell’opinione pubblica e di istituzioni nazionali ed internazionali. Ciò ha determinato il crollo della domanda di pelli di foca in Europa ed in particolare in Italia.
Le ragioni a sostegno di una limitazione sempre più ampia e definitiva di quest'attività sono molteplici, e non solo pertinenti alla tutela degli animali:
• il reddito prodotto dalla caccia alle foche in Canada è pari allo 0,0009 % del Prodotto interno loro del Canada, cifra irrisoria per un Paese del G8.
• la caccia alle foche è un’attività stagionale e nessun cacciatore dipende finanziariamente da questa attività che genera un’entrata di circa 1000 dollari pro capite all’anno. Nel 2006 i cacciatori di Terranova hanno dichiarato che meno del 5% del loro reddito deriva dalla caccia.
• il riscaldamento climatico e il conseguente scioglimento dei ghiacci nel 2002 circa il 75% dei cuccioli di foca sono morti affogati (NOTA) ancora prima che la caccia cominciasse. Nel 2006 la situazione è stata ancora peggiore. [Hammill M.O. and G.B. Stenson , 2005, Abundance of northwest Atlantic harp seals ( 1965-2005)]
• l’alimentazione delle foche non ha impatto sulle specie ittiche. Studi scientifici hanno dimostrato che solo il 3% della dieta delle foche è composta da specie ittiche commerciali e in particolare che il merluzzo rappresenta solamente l’1% ell’alimentazione delle foche groenlandiche. [Morisette, L.M.O. Hammill and C. Savenkoff 2006- the trophic role of marine mammals in the Northern Gulf of St. Lawrence. Marine Mammal Science 22(1):74-103]
• Le popolazioni aborigene (Inuit) che abitano in Canada, nell’Artico e in Groenlandia praticano una caccia di sussistenza tramite l’autoconsumo, non partecipano alla caccia commerciale e non traggono alcun profitto da essa.
La campagna internazionale
Dal 1970 l’IFAW è impegnata in prima linea in questa battaglia. Sono state le immagini girate segretamente dal suo fondatore Brian Davis nel 1981 a far conoscere la strage dei cuccioli neonati di foca avvenuta nel Golfo di San Lorenzo. L’opinione pubblica si è indignata ed ha creato un movimento di boicotaggio dei prodotti canadesi, ottenendo nel 1983 dalla CEE il divieto di importazione dei prodotti ricavati dai cuccioli di foca. Finalmente nel 1987 il Canada stesso ha vietato ufficialmente la caccia commerciale dei cuccioli di manto bianco.
Nonostante questo passo in avanti, la situazione rimane urgente ed allarmante: i cuccioli sono cacciabili non appena iniziano la muta del pelo e sono le prede preferite dei cacciatori. L’approvazione del “piano triennale di gestione” ha aumentato il numero delle foche che possono essere uccise legalmente ogni anno. L’IFAW ha rilanciato la campagna a favore delle foche, supportata da documentazione scientifica e filmati, chiedendo il sostegno alle associazioni di tutto il mondo, perché solo un’azione internazionale di pressione contro quanto sta accadendo in Canada sarà in grado di porre fine al massacro.
Passi avanti
Negli ultimi anni questo impegno collettivo delle associazioni di diversi paesi, riunite nella campagna internazionale contro la caccia alle foche (coordinata in Italia dalla LAV), ha fatto importanti passi in avanti verso la fine del massacro.
- 1972
- gli Stati Uniti bandiscono l’importazione e l’esportazione di tutti i prodotti derivanti da mammiferi marini (foche comprese)
- 2005
- il Parlamento austriaco adotta all’unanimità una risoluzione che condanna la caccia alle foche e ne chiede la chiusura del mercato.
- 2006
- il Messico vieta l’importazione e l’esportazione di tutti i prodotti derivanti da mammiferi marini (foche comprese).
- Con un decreto interministeriale l’Italia introduce il bando all’importazione di pelli di foca.
- Il Parlamento europeo approva una dichiarazione scritta con la richiesta alla Commissione europea di predisporre una proposta legislativa per vietare la commercializzazione e l’importazione di prodotti derivanti dalla caccia alle foche. Sono raccolte oltre 400 firme, una delle dichiarazioni scritte più firmate nella storia delle Istituzioni europee.
- L'Assemblea Parlamentare del Consiglio d’Europa votala storica risoluzione contro la caccia alle foche proposta dalla LAV che impegna la Commissione Europea a predisporre una nuova normativa che vieti, in tutto il territorio europeo, l’importazione di prodotti derivanti dall’uccisione delle foche.
- Il Parlamento tedesco vota all’unanimità la risoluzione che chiede al Governo di adottare un primo divieto d’importazione di questi prodotti, in attesa di un bando dell’Unione europea.
- 2007
- il Parlamento belga vota all’unanimità una legge che vieta l’importazione dei prodotti derivati da foche. Il Belgio è il primo Paese europeo a chiudere le frontiere al commercio di tali prodotti, inviando un chiaro messaggio al Governo canadese.
